Le Pussy Riot condannate a due anni di carcere

Le tre ragazze della punk band russa Pussy Riot sono state giudicate “colpevoli di teppismo e istigazione all’odio religioso” e condannate a due anni di reclusione. Il verdetto arriva al termine di un processo che ha ricevuto molta attenzione da parte dei media internazionali. Leggi Le Pussy Riot contro Putin di Giulia Pompili
13 AGO 20
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Le tre ragazze della punk band russa Pussy Riot sono state giudicate “colpevoli di teppismo e istigazione all’odio religioso” e condannate a due anni di reclusione. Il verdetto arriva al termine di un processo che ha ricevuto molta attenzione da parte dei media internazionali. Secondo il giudice Marina Syrova le Pussy Riot hanno “pianificato attentamente” la loro azione del 21 febbraio scorso, quando all’interno della cattedrale di Cristo salvatore di Mosca si erano esibite in una performance contro il premier, Vladimir Putin. Una performance “blasfema e insultante”, secondo il parere del giudice, e con la quale "si sono macchiate di una grave violazione dell’ordine pubblico, mostrando mancanza di rispetto per la società”.

Non è bastato alle tre performer, Nadejda Tolokonnikova, Ekaterina Samutsevich e Maria Alekina, il sostegno di numerosi esponenti del mondo della politica e dello spettacolo internazionale. Alcuni scontri hanno avuto luogo di fronte al Tribunale di Mosca dove era attesa la sentenza. Diverse persone sono state arrestate, tra cui Serghei Udaltsov, coordinatore
del Fronte di sinistra, e l'ex campione di scacchi Gary Kasparov. “La nostra detenzione è un chiaro e distinto segnale che si sta privando della libertà l’intero paese”, così aveva scritto dal carcere la Tolokonnikova pochi giorni prima del processo che oggi lei stessa definisce “un’illusione. Non posso credere a questa sentenza”.
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